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Galleria delle Carte Geografiche
Musei Vaticani – Roma

  • Raduno = ore 6,50 palazzetto dello sport Ciconia
  • Partenza = ore 7.00 ( per essere a Roma il prima possibile).
  • Trasporto = con pullman al raggiungimento di almeno 30 persone altrimenti con auto proprie.
  • Arrivo = a Roma, parcheggio in un garage privato nella zona da dove raggiungeremo a piedi l'ingresso dei Musei non più tardi delle 8.30 - 8.45.
  • Entrata = gratuita dalle 9.00 alle 12.30.
  • Guida = per quanto riguarda la Galleria delle carte geografiche avremo come guida il nostro concittadino Silvio Manglaviti, geografo formatosi alla Scuola Militare di Firenze
  • Poi la visita proseguirà autonomamente per tutto il museo e per chi vorrà anche la Cappella Sistina.
  • Fine visita = prevista per le ore 13.30 circa.
  • Rientro = a Orvieto per metà pomeriggio.

Compatibilmente poi con le condizioni atmosferiche, raggiungeremo a piedi la terrazza del Gianicolo, che offre una splendida vista su Roma dove consumeremo il pranzo liberamente. Diversamente ritorneremo a Orvieto consumando il pranzo durante il viaggio di ritorno.

  • Per consentire la prenotazione del pullman Dare conferma entro il 15/01/2018 rispondendo alla presente e-mail o contattando
  • il n°di cell 3371634234

I non soci dovranno attivare l’assicurazione obbligatoria giornagliera comunicando telefonicamente o via whatsapp o rispondendo alla presente e-mail, nome, cognome, luogo e data di nascita al n 3338946791.
La quota di patecipazione va data al responsabile dell escursione prima della partenza 

Breve descrizione della Galleria delle Carte Geografiche

Oggi inclusa nei Musei Vaticani il corridoio (corridore) è lungo l'itinerario che conduce alla Cappella Sistina. Già Galleria del Belvedere, il “corridore” deve il nome alle quaranta carte geografiche affrescate sulle pareti che raffigurano le regioni italiane e i possedimenti della Chiesa all’epoca del pontificato di papa Gregorio XIII (1572-1585). Furono dipinte fra il 1580 e il 1585 su cartoni di Padre Egnatio Danti, dell’Ordine dei Predicatori [Nativo di Perugia, matematico, cosmografo e cartografo del Granduca Cosimo I Medici per il quale progettò la Sala del Mappamondo in Palazzo Vecchio. A Firenze realizzò molti strumenti ottici e di rilevamento (un prototipo di cannocchiale, diottre, armille, meridiane, come quella di S. Maria Novella). Alla morte di Cosimo, inviso al figlio di questi Francesco, fu trasferito a Bologna; qui fu cattedratico presso lo Studium e realizzò la meridiana in S. Petronio successivamente restaurata dal Cassini. Papa Gregorio Boncompagni lo volle alla sua Corte. Fu componente della Commissione per il Calendario e progettò, oltre al ciclo pittorico geografico nella Galleria del Belvedere, la Torre dei Venti e collaborò col Fontana per il posizionamento dell’obelisco e la meridiana in piazza S. Pietro. Fu fatto vescovo di Alatri. Per Monaldo Monaldeschi della Cervara, autore dei Comentari Historici, nel 1583 realizzò la Urbisveteris Antiquae Ditionis Descriptio, prima rappresentazione cartografica del territorio orvietano al tempo di Manno Monaldeschi, 1334].

Procedendo dall’ingresso attuale (in origine, fine del corridoio) alzando

lo sguardo verso la volta a botte del soffitto, elemento divisorio raffigurante l’Appennino, sulla parete di sinistra sono raffigurate le regioni ad Ovest bagnate dai mari Ligure e Tirreno, su quella di destra le regioni ad Est bagnate dall’Adriatico. Oggi infatti il percorso turistico è rovesciato rispetto a quello originario che principiava provenendo dalle stanze residenziali del papa e dalla basilica e le corografie a destra rappresentavano le regioni tirreniche mentre quelle a sinistra il versante adriatico. Alcune mappe sono state oggetto di parziale o totale restauro o rifacimento già qualche decennio dopo. La Tuscia Suburbicaria/Patrimonium Sancti Petri (e forse anche Etruria) ad es. furono rifatte sotto Urbano VIII Barberini (1632-1637) e capovolte col Nord in alto. Ogni carta regionale è corredata della pianta del capoluogo (o dei capoluoghi, come nel caso di Viterbo ed Orvieto appaiate nella Tuscia Suburbicaria) principale e su una lunetta sovrastante sulla volta, una serie di cinquantuno affreschi raffigura episodi miracolosi o edificanti legati ai luoghi sottostanti, mentre un’altra serie di dipinti a monocromo riporta episodi dell’Antico Testamento. Nel caso della Tuscia, genius loci è il Miracolo di Bolsena (la Messa di Bolsena è anche uno degli affreschi nelle Stanze di Raffaello) con la Processione di Orvieto (Urbano IV che accoglie le reliquie al Ponte di Rio Chiaro).

La sala fu progettata da Ottaviano Mascherino per collegare il nuovo osservatorio astronomico, la Torre dei Venti, con il Palazzo Apostolico, attraversando virtualmente le mappe della terra prima di osservare il cielo. La decorarono e affrescarono, sotto la guida del Danti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia, i due fratelli fiamminghi Matthijs Bril e Paul Bril, Giovanni Antonio Vanosino da Varese e Antonio Danti; la volta è di Antonio Tempesta ed altri. La decorazione delle pareti di edifici monumentali con rappresentazioni geografiche è una pratica artistica che trovò una nuova fortuna nella seconda metà del XVI secolo (Palazzo Vecchio a Firenze; Palazzo Farnese di Caprarola). L’umanista tedesco Luca Holstenio, cinquant’anni dopo, curò il restauro di molti degli affreschi, forte anche dei progressi compiuti nel campo della cartografia, che in quegli anni aveva sviluppato tecniche di misurazione più accurate.

La galleria è lunga 120 metri e comprende:

  • due carte per la Puglia: Penisola Salentina e Gargano e Tavoliere; 

  • una carta per l'Abruzzo: Abruzzo con rappresentazione della città dell'Aquila; 

  • tre carte per le Marche: Piceno (attuali province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata), con rappresentazione della città di Macerata, 
Agro di Ancona (attuale provincia di Ancona), con pianta di Loreto, (Ancona è rappresentata a parte, al termine della galleria), 
Ducato di Urbino (attuale provincia di Pesaro e Urbino), con piante dei due capoluoghi; 

  • quattro carte per l'Emilia-Romagna: Flaminia (attuale Romagna), con pianta di Rimini, Ducato di Ferrara, con pianta del capoluogo 
e di Comacchio (la mappa raffigura anche il celebre assedio della Mirandola di papa Giulio II del 1510-1511) contado di Bologna, 
con pianta e panorama del capoluogo; Ducato di Parma e Piacenza, con carte dei due capoluoghi; 

  • quattro carte per il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia (le quattro regioni non sono distinte, in quanto nel Cinquecento i domini veneziani comprendevano vaste aree lombarde, giuliane e friulane): Ducato di Mantova, con pianta del capoluogo, Forum Iulii (attuali Friuli e Venezia Giulia, Istria compresa), Veneto (attuali Veneto e Lombardia dal lago di Como 
a quello di Garda), con piante di Vicenza e Padova (Venezia è a parte a fine galleria), Ducato di Milano, con pianta del capoluogo;
  • una carta per il Piemonte: Piemonte, con pianta di Torino; 

  • una carta per la Liguria: Liguria (Genova è rappresentata a parte, al termine della galleria); 

  • due carte per la Toscana: Etruria, con pianta di Firenze e di San Miniato ed Elba, con pianta di Portoferraio; 

  • due carte per l'Umbria: Agro Perugino, con pianta di Perugia e Agro Spoletino, con pianta di Spoleto; 

  • due carte per il Lazio: Patrimonio di San Pietro, con pianta di Viterbo e di Orvieto e Lazio e Sabina, con pianta di Roma; 

  • due carte per la Campania: Campania, con pianta di Napoli e Principato di Salerno con pianta del Santuario di Montevergine; 

  • una carta per la Basilicata: Lucania; 

  • due carte per la Calabria: Calabria Citeriore e Calabria Ulteriore; 

  • una carta per la Sicilia: Sicilia, con piante di Palermo, Siracusa e Messina; 

  • una carta per la Sardegna: Sardegna; 

  • una carta per la Corsica: Corsica, allora dominio genovese; 

  • una carta per Malta: Malta, allora dominio siciliano, con pianta de La Valletta.
Vi è anche una carta del Territorio di Avignone, con pianta della città, allora possesso pontificio.
Dopo la serie delle carte regionali, come mappe d'unione si trovano quasi al termine del percorso due carte geografiche generali:
    • Italia antica, con l'iscrizione Commendatur Italia locorum salubritate, coeli temperie, soli ubertate
    • Italia moderna, con l'iscrizione Italia artium studiorumque plena semper est habita
Completano l’opera le vedute prospettiche dei principali porti italici del Rinascimento: Venezia, Ancona, Genova e Civitavecchia e il fallito assedio di Malta da parte dei Turchi (1565) e la battaglia di Lepanto (1571), vittorie della Cristianità sul dilagante Islam.
Sul soffitto sono rappresentati episodi prodigiosi in corrispondenza della regione in cui avvennero. Ciò a significare l'Italia intera terra in cui si è materializzata la provvidenza divina.
L’orientamento cartografico non era quello nostro convenzionale con la parte superiore della mappa rivolta verso il Nord geografico; generalmente la parte alta guardava Gerusalemme ad Oriente. 


Silvio Manglaviti