si porta a conoscenza ...
- Dettagli
- Scritto da Super User Tony
- Categoria: Eventi
- Visite: 26
Cari soci e amici, Vi ricordiamo che entro il giorno 3 dicembre p.v. dovranno pervenire le adesioni alla cena di fine anno e alla festa del tesseramento. Come da tradizione, durante la serata sarà presentato il calendario escursionistico per il prossimo 2026, un’opportunità per scoprire insieme tutte le novità e le iniziative che ci attendono nel nuovo anno. INOLTRE, alle ore 18:30, come da convocazione allegata, avrà inizio la riunione per dibattere e dare corso alle votazioni che porteranno ad eleggere il nuovo consiglio direttivo per il triennio 2026-2028. I nomi dei candidati saranno comunicati ufficialmente entro il 1° dicembre. Chi fosse impossibilitato a partecipare all’assemblea potrà comunque esprimere il proprio voto tramite delega. È sufficiente compilare in tutte le sue parti il modulo di delega allegato, indicando chiaramente il nome del delegante e del delegato, e firmarlo. Il modulo dovrà poi essere consegnato personalmente, oppure tramite terzi, al segretario Massimo Formica prima dell’inizio dell’assemblea, affinché la delega sia valida e registrata ufficialmente Si ricorda che ogni socio può ricevere al massimo una sola delega. Contiamo sulla vostra numerosa partecipazione sia alla serata conviviale che all’importante momento associativo. Non mancate: la vostra voce è fondamentale per il futuro dell’associazione!
menù cena ---- convocazione assemblea --- modulo delega
- Dettagli
- Scritto da Super User Tony
- Categoria: Eventi
- Visite: 73
vedi il video:
L’Associazione “ASD Majorana Trekking APS” in Viaggio nel Sulcis-Iglesiente:
Una Settimana tra Mare, Miniere e Meraviglie dal 7 al 14 ottobre 2025 con l’Associazione “Sulcis Cammina”
Da Nebida a Portixeddu, attraverso sentieri, dune e storie millenarie
L’idea di esplorare il Sulcis-Iglesiente nasce dal desiderio di immergersi in una Sardegna meno nota, fatta di antiche miniere, sentieri sospesi tra il blu del mare e il verde della macchia, silenzi interrotti solo dal vento e dalla voce della storia. Con la promessa di avventure indimenticabili, paesaggi mozzafiato e incontri autentici, la preparazione del viaggio è già un assaggio di emozione: itinerari studiati nei dettagli, scarponi pronti, e lo zaino carico di aspettative.
Il viaggio comincia all’alba, con il volo da Ciampino verso Cagliari: il decollo è un addio momentaneo alla routine, mentre l’atterraggio in terra sarda promette nuovi orizzonti. Il ritiro dell’auto a noleggio è rapido e senza intoppi, complice la voglia di strada e libertà. Ad attenderci a Iglesias ci sono Giovanni Carzedda e Guido Sanna dell’Associazione “Sulcis Cammina”, due anime genuine e appassionate, pronti a guidarci tra i segreti di questa terra. La loro accoglienza è calorosa, arricchita, nel mentre di una escursione, dalla presenza della Presidente Gabriela Podda, che condivide storie e consigli preziosi, facendoci sentire subito parte di una piccola grande famiglia di camminatori.
Il primo giorno è dedicato al Cammino Minerario di Santa Barbara, un percorso che abbraccia il passato industriale della regione, tra gallerie, villaggi abbandonati e panorami struggenti. Ogni passo racconta la fatica e la dignità di generazioni di minatori. I profumi di elicriso e lentisco accompagnano il cammino, mentre il mare, ora vicino ora lontano, si insinua tra le scogliere di Nebida e Masua. Lungo il Sentiero Miniere nel Blu, la natura si fa protagonista: la roccia rossa si tuffa nelle acque cristalline, le agavi e i fichi d’India punteggiano il sentiero, e ogni curva regala una cartolina indimenticabile.
Non può mancare la visita a Porto Flavia, autentica cattedrale industriale scavata nella roccia: qui le navi caricavano il minerale attraverso un sistema avveniristico per l’epoca, e oggi l’eco delle voci antiche si mescola al fruscio delle onde. La guida racconta storie di ingegno e sacrificio, e la vista sul “Pan di Zucchero”, l’isolotto simbolo del Sulcis, lascia senza parole. Alla Galleria Henry, invece, si scende nel ventre della terra: una passeggiata tra rotaie e strumenti d’altri tempi, illuminata dalle torce e dall’entusiasmo di chi, come noi, si lascia affascinare dai racconti di minatori e ingegneri. È un viaggio nel tempo, in cui ogni parete trasuda storia e resilienza.
Il percorso verso la Grande Duna di San Nicolò è un’esperienza quasi surreale: la sabbia dorata si estende a perdita d’occhio, modellata dal maestrale in onde morbide e mutevoli. Salire lungo la duna richiede fatica e determinazione, ma la ricompensa è un panorama che abbraccia l’intera costa, dalle scogliere di Capo Pecora alle insenature più segrete. Qui il tempo sembra fermarsi, e l’unico rumore è quello dei passi che affondano nella sabbia. Si scende verso Portixeddu, dove il mare accoglie con il suo abbraccio fresco e trasparente: una nuotata rigenerante, che cancella la stanchezza e lascia solo gratitudine.
Una giornata è interamente dedicata alla scoperta dell’entroterra, iniziando dal Tempio di Antas: un luogo carico di fascino, dove la maestosità delle colonne si staglia contro il cielo azzurro, testimone di culti antichi e leggende nuragiche. Camminare tra le rovine è come sfogliare le pagine di un libro di storia, con il profumo del mirto che riempie l’aria. Un elogio è d’obbligo alla guida Tiziana per la sua impeccabile professionalità. Poco distante, le Grotte di Su Mannau aprono le porte a un mondo sotterraneo di stalattiti e stalagmiti, laghetti e cunicoli misteriosi. La visita, guidata con passione e cura, è un viaggio nella geologia e nell’immaginazione, dove si resta piccoli davanti alla grandezza della natura.
Il viaggio prosegue verso Carloforte, gioiello dell’Isola di San Pietro. La giornata qui è scandita dalla visita alle saline, dove i fenicotteri rosa disegnano arabeschi leggeri sull’acqua salmastra, e il sole si riflette creando giochi di luce e colori pastello. Una breve passeggiata conduce alla baia di La Caletta: la spiaggia, incastonata tra le rocce, è un piccolo paradiso dove immergersi e lasciarsi cullare dalle onde. Il tempo sembra dilatarsi tra chiacchiere, risate e il piacere di non avere fretta.
Il ritorno verso Iglesias è un itinerario nella natura: si costeggia lo Stagno di Santa Caterina, dove aironi e cormorani animano le acque tranquille, e la Salina di Sant’Antioco, un paesaggio tanto insolito quanto suggestivo, che regala scorci da cartolina e silenzi profondi.
L’ultima giornata è dedicata a Cagliari, città di pietra e vento, affacciata sul mare. Una passeggiata nel quartiere Castello regala scorci mozzafiato sui tetti e sul porto, tra torri antiche, mura possenti e vicoli carichi di storie. Prima del volo di ritorno, c’è ancora tempo per un ultimo sguardo nostalgico alla città. Il cuore è pieno di ricordi, la mente già pensa a quando tornare: perché, come dice il proverbio sardo, “chi si ferma è perduto, ma chi cammina trova sempre qualcosa di nuovo”.
Questo viaggio nel Sulcis-Iglesiente non è solo un itinerario tra luoghi, ma un vero e proprio cammino dentro la bellezza autentica della Sardegna, tra natura, storia e incontri che lasciano il segno.
Un sentito ringraziamento va a Giovanni, Guido e alla Presidente Gabriela, che ci hanno guidato con entusiasmo e ci hanno fatto divertire, condividendo con noi ogni momento di questo viaggio. La loro presenza e il loro spirito hanno reso l’esperienza ancora più speciale e indimenticabile.
Per l’Associazione ASD Majorana Trekking APS
Salvatore Spiga (Tony)
- Dettagli
- Scritto da Super User Tony
- Categoria: Eventi
- Visite: 72
Dopo aver attraversato il bosco e aver goduto delle meraviglie naturali, l’escursione si conclude con una visita all’acquedotto di Vivo d’Orcia. Questo straordinario esempio di ingegneria idraulica è stato costruito nel corso del XIX secolo per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile ai borghi e alle città circostanti. L’acquedotto si presenta come una struttura elegante e solida, perfettamente inserita nel paesaggio.
La visita guidata permette di scoprire il funzionamento dell'acquedotto, le tecniche costruttive impiegate e le storie delle persone che vi hanno lavorato. Camminando lungo il percorso che costeggia la struttura, si possono osservare le gallerie scavate nella roccia, le vasche di decantazione e le antiche tubature di terracotta. La freschezza dell’acqua che ancora oggi sgorga dalle fontane testimonia la sapienza di chi ha progettato questo capolavoro.
Un aspetto affascinante della visita consiste nella possibilità di vedere da vicino le sorgenti che alimentano l’acquedotto. Tra grotte naturali e piccole cascate, l’acqua emerge pura, pronta a compiere il suo viaggio verso le case e le piazze di Vivo d’Orcia. Il racconto delle guide, arricchito da aneddoti e curiosità, trasporta i visitatori indietro nel tempo, facendoli riflettere sull’importanza dell’acqua come bene prezioso e sulla stretta relazione tra uomo e natura.
VEDI IL VIDEO:
- Dettagli
- Scritto da Super User Tony
- Categoria: Eventi
- Visite: 85
reportage di Palmira
https://photos.app.goo.gl/kqUvWNz97hLj7dve9